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Insegnamento di Amir Tsarfati, 4 aprile 2020
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Shalom a tutti.
Vorrei condividere un messaggio per quella che viene chiamata la “domenica delle Palme”.
Ho una buona e una cattiva notizia a riguardo:
la Buona è che effettivamente è vero che Gesù entrò in Gerusalemme mentre la folla agitava rami di palme, ma la cattiva notizia è che da nessuna parte nelle Scritture viene detto che fosse una domenica!
Leggiamo in Giovanni capitolo 12, che avvenne 6 giorni prima della Pasqua e sappiamo che molto probabilmente la Pasqua di quell’anno cadde un venerdì (in realtà dal giovedì sera). Non sto parlando della crocifissione, ma dei festeggiamenti della Pasqua Ebraica, del Pesach o Passover, che quell’anno ebbe due shabbath consecutivi (shabbath come termine si riferisce sia al giorno di riposo, il Sabato, che alle festività religiose).
Quel giorno sappiamo che Gesù fece il tragitto a dorso d’asino, da Betania, passando dal Monte degli Olivi, attraverso la valle del Kedron, fino dentro Gerusalemme.
Questo avvenimento è conosciuto come “l’ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme”.
In tutti i Vangeli leggiamo che Gesù parlò e insegnò parecchie volte riguardo alla Sua identità in quanto Messia e alla Sua divinità, ma si raccomandava sempre che non fosse detto apertamente. Ogni volta che la gente voleva lodarlo, lui in qualche modo li fermava.
Fino al momento in cui lo vediamo entrare in Gerusalemme a dorso d’asino, sei giorni prima della Pasqua, per il popolo ebraico la festa della Libertà dalla schiavitù.
Questa è l’unica volta che Gesù accetta di essere lodato e osannato dalla folla; addirittura dice ai Farisei: se impediste loro di farlo, allora le pietre lo farebbero!
Quello fu un giorno molto speciale, in cui vediamo che Gesù voleva e si aspettava di essere accolto e celebrato come “il Principe che stava arrivando”.
Questa espressione “il Principe che verrà” la troviamo nel Libro del Profeta Daniele.
E “il re che arriva a dorso d’asino” lo leggiamo in Zaccaria 9:9.





